Copertina di Il buio oltre la siepe

Scheda libro

Il buio oltre la siepe

8

Mi sono decisa a leggere Il buio oltre la siepe, romanzo di Harper Lee pluriacclamato e vincitore del Pulitzer nel 1961, solamente quest'anno.

Consigliato: Sì
⏳ Letto in 1 giorno

La recensione

Non si può capire veramente qualcuno finché non si considerano le cose dal suo punto di vista.

Mi sono decisa a leggere Il buio oltre la siepe, romanzo di Harper Lee pluriacclamato e vincitore del Pulitzer nel 1961, solamente quest’anno.

Oggi cercherò di recensirlo e farlo conoscere ai pochissimi di voi che ancora non l’hanno letto.

Elemento fondamentale dell’opera, e motivo per cui questa lettura del 1960, ad oggi è già considerata un classico della Letteratura, è il suo messaggio. Harper Lee ci racconta uno spaccato dell’Alabama degli anni ‘30 e ci mostra come il razzismo, fortemente radicato, lasciasse poche possibilità non solo agli uomini di colore, ritenuti inferiori e privi di diritti, ma anche ai “bianchi” desiderosi di dare loro una mano.

Voi la conoscete la verità: alcuni negri mentono, alcuni negri sono immorali, di alcuni negri maschi bisogna diffidare qualora si avvicinino alla donne, bianche o negre. Ma questa è una verità che vale per la razza umana e non per una particolare razza d’uomini.

La trama del libro, infatti, parla di Atticus, avvocato d’ufficio a cui è stato assegnato il caso di un uomo di colore accusato di violenza su una donna bianca. Pochi saranno i dubbi sulla colpevolezza dell’uomo, ma tanto ci diranno gli atteggiamenti delle persone di Maycomb, luogo in cui svolge la vicenda.

È in realtà soltanto nello svolgimento che comprenderemo come il processo e l’argomento razzismo siano le parti maggiormente determinanti dell’opera. Ciò che viene raccontato per il primo terzo del volume, infatti, è maggiormente rivolto a farci conoscere la piccola Scout, voce narrante della vicenda e figlia minore di Atticus, suo fratello Jem e il suo amico/fidanzato Dill.

Avendolo letto per un gruppo di lettura (da me ideato e di cui potrete seguire l’evoluzione su instagram seguendo l’hashtag #LettoriOltreLaSiepe) ho avvertito maggiormente il distacco tra l’inizio del volume e ciò che succede dopo.

Penso che chi lo leggerà in modo autonomo noterà questa differenza molto meno, perché il ritmo di lettura è così veloce da far superare senza problemi il primo terzo.

Sebbene sia convinta che siano gli ultimi due terzi a dare maggior valore all’opera, troviamo anche nella prima parte alcuni argomenti interessanti e, in parte, assimilabili a quello portante del razzismo. Sono anche altre, infatti, le discriminazioni raccontate e descritte nel volume, tra cui quella della “diversità” del vicino di casa, costretto perciò a rimanere rinchiuso e a diventare per i bambini del luogo una sorta di babau da rifuggire e quella del maschilismo che si estrinseca in molte frasi in cui si delineano limiti che la figura femminile, per essere tale, non può superare. Il messaggio, perciò, è ancora più esteso ed importante e porta a riflettere su più fronti.

Jem aggiunse che ero una femmina, che le femmine s’immaginano sempre le cose, che per questo gli altri le odiano tanto, e che se cominciavo a comportarmi come una di loro, potevo andarmene e cercarmi qualcun altro per giocare.

Come si può dedurre dal ritmo veloce, lo stile è semplice e scorrevole. Scout ci racconta accadimenti svoltisi quando aveva nove anni e, per questo, talvolta riporta frasi e fatti come se essi fossero visti e sentiti da una bambina e non da un’adulta, non dando loro perciò la medesima importanza che si assegnerebbe alle medesime idee ad un’altra età. Per questo motivo ogni scena, anche la più drammatica è spiegata con semplicità e quel pizzico di ingenuità necessaria per non esagerarne la drammaticità che, pure, è presente in ciò che succede.

Questo artificio letterario da sempre non mi convince: le storie raccontate dai bambini vanno bene, dagli adulti anche, ma quando è un adulto a parlare di quando era piccolo, fatico a considerare credibili le impressioni riportate in modo ingenuo. Penso, infatti, che nessuno di noi riportando da adulto un ricordo del passato, lo farebbe con il senno del prima e non del poi. Se non ci fosse stato l’incipit e la storia fosse partita in medias res, per gusti personali, avrei dunque avuto meno difficoltà ad immedesimarmi nel modo di pensare della protagonista bambina.

Questo è il motivo per cui, nonostante i grandi accadimenti e l’importante messaggio, il libro non mi ha fatto avvertire l’atmosfera, se non in alcuni punti. Mi ha dato molto di più una volta chiuso, poiché ciò che rappresenta è molto importante ed è normale che emozioni.

Questo non significa che sia un romanzo che non esprime nulla, anzi, sono tantissime le scene forti ed importanti che vengono raccontate, chi non verrà frenato dalla scelta stilistica, dunque, non riscontrerà le stesse difficoltà.

L’ambientazione dell’Alabama del Sud del 1935 è resa molto bene grazie a vivide descrizioni anche relative al clima e al paesaggio (e non stupisce, essendo stata l’autrice coetanea della sua protagonista proprio in quel luogo e in quel momento, tanto che riesce semplice immaginare che vi sia qualcosa di autobiografico) ed è particolarmente importante per comprendere la vicenda: contestualizzare la storia aiuterà a comprenderne il clima generale, ancora più ostile di quello di adesso. Purtroppo, però, il tema del razzismo e della discriminazione in generale (soprattutto i pregiudizi su cosa può e non può fare una donna che, paradossalmente, sembrano mutati anche meno) sono ancora attuali e, nel 2018, ancora non si possono considerare risolti. E questo è solitamente ciò che fa un classico: essere attuale in qualunque epoca e luogo.

D’estate, i crepuscoli sono lunghi e tranquilli. Spesso la signorina Maudie ed io sedevamo in silenzio nel portico, a guardare il cielo che trascolorava dal giallo al rosa, mentre stormi di rondini passavano a volo radente sulle case.

I personaggi, anche se non approfonditi con dovizia, lasciano il segno per ciò che rappresentano. L’avvocato Atticus su tutti.

La principale è che se non lo facessi, non potrei più andare in giro a testa alta. Non potrei rappresentare questa contea all’assemblea dello Stato. – E perché no? – Perché non potrei, Scout. Vedi, Scout, a ogni avvocato capita almeno un caso, nella vita, che lo coinvolge personalmente.

In conclusione, trovo che Il buio oltre la siepe sia un romanzo che merita la propria nomea (e, soprattutto la vittoria del Pulitzer) per il messaggio importante che rappresenta.

Proprio per questo è un libro che consiglio a tutti, ma vi invito ad approcciarvi in modo differente da come ho fatto io, che questa volta sono stata limitata dalla mia volontà di non sapere niente dei libri che leggo prima di iniziarli.

Ho approcciato questo testo, infatti, pensando di stare per leggere qualcosa di avvincente più nella sua forma che nel contenuto mentre, invece, è proprio quest’ultimo a contare maggiormente e a fare la vera differenza sulla lettura.

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Trama

Scout ci racconta di una vicenda avvenuta, quando aveva 9 anni, nel 1935 a Maycomb in Alabama.  Il buio oltre la siepe riesce, senza urlare, a fare arrivare un grido forte e chiaro contro ogni forma di discriminazione, specialmente il razzismo.

Quarta di copertina

In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Pro

  • +Ambientazione
  • +Finale
  • +Messaggio
  • +Personaggi
  • +Ritmo
  • +Stile
  • +Svolgimento

Indifferenti

  • =Atmosfera
  • =Incipit
  • =Trama