Copertina di Il fantasma del Vicario

Scheda libro

Il fantasma del Vicario

Il fantasma del Vicario è il secondo libro della serie L’ufficio degli affari occulti scritto da Éric Fouassier ed edite da Neri Pozza.

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La recensione

Il fantasma del Vicario è il secondo libro della serie L’ufficio degli affari occulti scritto da Éric Fouassier ed edite da Neri Pozza.

Io sto ascoltando la serie in audiolibro e sto cercando di ascoltare un volume al mese (in realtà ci sto mettendo di più perché in questo fine anno sto ascoltando molto meno gli audiolibri e, in generale, leggo poco) perciò ho ascoltato i primi due libri in tempi ravvicinati e farò lo stesso con il terzo e (per ora) ultimo.

La storia continua direttamente dalla fine del primo libro e ci mostra un protagonista con la medesima priorità del libro precedente: trovare il Vicario. Come succede quasi sempre nei polizieschi, oltre alla sua indagine personale se ne aggiunge una secondaria professionale la loro commistione genera il titolo di questo volume che si svolge interamente su un doppio binario narrativo.

Il protagonista non ha subìto forti mutamente rispetto al libro precedente e si mostra con le medesime fragilità e abilità. In questo romanzo intensifica però la fiducia del lettore sulle sue capacità deduttive e investigative. In Il fantasma del Vicario il protagonista non è solo e ha degli ottimi aiutanti e amici che verranno direttamente coinvolti nelle scene più importanti. Sebbene gli altri personaggi siano meno rilevanti nel testo e siano raccontati in minor misura vengono ben rappresentati dall’autore e facilmente riconosciuti dal lettore.

È difficile per me valutare questo libro, così come lo è stato con il precedente, perché sebbene io non percepisca molto l’atmosfera leggendolo (e, quindi, mi manchi completamente il fervore dell’andare avanti, il trasalimento ai colpi di scena e soprattutto la tristezza davanti ad una perdita), riesco però ad apprezzarne la struttura e la costruzione di ciò che accade sia nelle tempistiche che nelle modalità. In questo testo i colpi di scena sono diversi e sebbene alcuni siano piuttosto ovvi da immaginare, sono sicuramente ben congegnati e impattanti per la trama.

A causa della mia mancanza di empatia per ciò che accade il ritmo di ascolto del volume non è stato breve, così come è successo con il primo libro. A fine lettura però, ancora una volta, mi sono sentita soddisfatta e appagata, sicura di aver ascoltato un testo ben fatto e che compie il suo lavoro. Non smanio per leggere il seguito ma lo farò comunque con piacere.

Il narratore dell’audiolibro, Rocco Tedeschi, credo di averlo ascoltato solamente in questa serie e trovo che sia bravo e che riesca a rendere perfettamente il testo. Non avendolo letto anche in cartaceo non saprei dire se con la sua voce aggiunge qualcosa alla lettura ma, di sicuro, non la peggiora.

L’ambientazione, Parigi nel 1831 è ben resa e facilmente immaginabile. Le descrizioni sono per lo più cupe e si sposano perfettamente con la trama enfatizzandone il significato. I dettagli, specie quelli delle “scene del crimine” sono curati e ben resi.

Consigliato ni: è ben costruito e per questo consigliabile ma non mi ha colpita a sufficienza da farmi pensare che meriti di essere scelto, o consigliato, in particolare. La discriminante può essere l’ambientazione: se vi attira particolarmente allora potrà fare la differenza per voi.

A gennaio ascolterò Le notti della Morte Blu e vi aggiornerò con una nuova recensione.

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Quarta di copertina

Parigi, marzo 1831. Non ha ancora ventiquattro anni, Valentin Verne, l’ispettore di polizia dal volto angelico ma dal cuore pieno di ombre, e già occupa un ruolo quantomeno originale in prefettura: è il responsabile dell’Ufficio degli affari occulti, un reparto non ufficiale creato per risolvere i crimini sovrannaturali, o presunti tali. Un giorno al suo cospetto si presenta una donna elegante, il viso dai lineamenti delicati sotto ricci ramati e gesti lenti da convalescente alla prima uscita dopo una lunga malattia. Madame Mélanie d’Orval, moglie del ricco Ferdinand d’Orval, ha un peso sul cuore: dopo la morte della figlia adolescente per un’inspiegabile e violenta crisi di convulsioni, suo marito ha perduto il senno, finendo tra le grinfie di una specie di medium, Paul Oblanoff, un losco individuo che lo ha persuaso di poter entrare in contatto con lo spirito della defunta. Madame d’Orval è convinta che a Verne basterebbe assistere a una di quelle famose sedute di spiritismo per smascherare il lestofante, ma l’ispettore, che ha la mente occupata da ben altri pensieri, cede il caso al suo collaboratore Isidore Lebrac. Proprio da poco, infatti, c’è stato uno sviluppo nell’inchiesta segreta che Verne porta avanti da tempo, una faccenda personale che l’ispettore intende risolvere a modo suo, a costo di spingersi ai margini della legalità: il Vicario, l’abietto criminale, il mostro perverso che si lascia dietro cadaveri di bambini come l’orco delle fiabe, è tornato a seminare il panico per le strade di Parigi, risvegliando in lui ricordi troppo dolorosi. Ma ecco che, quando si tratta di difendere l’esistenza stessa dell’Ufficio degli affari occulti, minacciata dall’incerta situazione politica in cui versa la Francia, il caso d’Orval potrebbe rivelarsi sorprendentemente cruciale.

Opinione veloce

Secondo libro più convincente del primo, ha una struttura più complessa e tipica del giallo a doppio binario: indagine personale e indagine professionale. Alcune cose erano piuttosto ovvie, altre più difficili da indovinare.