Copertina di Il gioco del silenzio

Scheda libro

Il gioco del silenzio

Il gioco del silenzio è il romanzo d'esordio di Rob Keller, autore italotedesco che, come si può dedurre dalla sua biografia all'interno del volume, ha inserito buona parte della sua vita in questo scritto.

Consigliato: Sì
⏳ Letto in 1 giorno

La recensione

Se parlo, ho perso.

Il gioco del silenzio è il romanzo d’esordio di Rob Keller, autore italo-tedesco che, come si può dedurre dalla sua biografia all’interno del volume, ha inserito buona parte della sua vita in questo scritto.

La protagonista di questa storia è Cristina, un ex-criminologa che ha abbandonato il proprio lavoro per un errore di valutazione che la sta portando, ad oggi, a vivere una vera e propria crisi che la rende ossessivamente attaccata alla propria routine, alle liste, al tenersi costantemente impegnata ed organizzata. È una donna che appare fragile e destabilizzata, con poche certezze che, come vedrete leggendo il testo, non si riveleranno i punti fermi che lei pensava.

Cristina sapeva benissimo che c’erano marchi peggiori di un pezzo di carta firmato da uno psicologo. Quelli sottopelle, per esempio. Quei segni incancellabili della disperazione che si prova da piccoli e che ci si porta addosso per sempre. Lei ne era l’esempio vivente.

La trama la vedrà alle prese con questa nuova scoperta; il suo passato più lontano, ma per questo non meno doloroso, la indurrà a cambiare nuovamente le proprie priorità e a riesaminare i traumi del passato che, consciamente, aveva rimosso. La sua condotta sarà ambivalente e ben lontana da quella che, solitamente, un lettore potrebbe aspettarsi da una donna che, di mestiere, è chiamata a risolvere un caso. A convogliarla verso la scelta che tutti sappiamo essere quella giusta saranno i suoi affetti, qui ben più importanti e attivi rispetto al ruolo ricoperto nei thriller più usuali.

L’ambientazione è principalmente basata su Cadenabbia, piccola cittadina realmente esistente, situata nelle vicinanze del Lago di Como. Lo scrittore ha vissuto in quei luoghi e dimostra di conoscerne non solo la geografia ma anche il folklore. Alcuni frammenti di testo sono, invece, legati a Milano.

Lo stile è molto semplice e, spesso, colloquiale. Adatto a lettori che desiderano scorrevolezza e piacevolezza, adatta, ad esempio, alle letture sotto l’ombrellone.

La struttura del testo è particolarmente interessante.

Il volume, innanzitutto, si apre con un incipit relativo al passato di uno dei personaggi, che svela a sufficienza per poter destare immediatamente l’attenzione del lettore ma che mantiene il riserbo sui fattori maggiormente determinanti che, in questo modo, continueranno a far chiedere al lettore: chi era, e cosa ha visto?

Gli altri capitoli vedono principalmente il punto di vista di Cristina, ma questi verranno intervallati (via via con maggiore frequenza) da altri punti di vista che appartengono a diversi personaggi rilevanti all’interno del testo. Questi sono ricchi di flashback e, talvolta, sono anche collocati temporalmente in un momento differente rispetto a quello del filone principale.

Intervallate all’interno, troverete anche delle leggende radicate profondamente al luogo in cui si svolge la vicenda. Queste sono scritte in corsivo e sono facilmente individuabili anche a colpo d’occhio.

Tutti gli abitanti di Cadenabbia la conoscevano. Non era un segreto per nessuno. C’era chi giurava di averla vista e di ricordarsi ogni dettaglio. Non era una donna qualunque.

Oltre che nell’ambientazione, si riconosco retaggi della vita dello scrittore anche nei riferimenti agli orologi. Non solo, si comprende sin dall’incipit che uno di essi è l’elemento scatenante della catena di eventi che leggeremo, ma all’interno del testo saranno moltissimi i riferimenti a riguardo. Ci saranno termini legati a questo mondo, che verranno spiegati, argomentazioni e persino i titoli di parti e capitoli rimandano ad esso ed anche al contenuto che si incontrerà (ad esempio la Parte Terza è “l’oscillazione” e il sottotitolo è “Si tratta di decidere se stare dalla parte giusta o da quella che conviene”). Il numero totale dei capitoli è 24, come le ore del giorno,  e sebbene essi non siano strettamente legati al reale scorrere del tempo della narrazione, il riferimento ad esso è facilmente individuabile.

La struttura appare ben costruita anche per la ricorrenza di questo aspetto (il tempo e il suo scorrere, oltre che i riferimenti e le similitudini con gli orologi) e di un altro, che dà il nome al titolo: il silenzio.

Perché certi segreti vanno mantenuti, per non creare squilibri. Certe botole devono rimanere chiuse. O si rischia di perdersi per sempre.

Sebbene si percepisca spesso un’atmosfera cupa, il libro non può essere considerato un horror. Rientra però, nell’idea del thriller investigativo. La suspense c’è e si sente e viene alimentata da scene anche toste da digerire, sebbene l’autore non si soffermi mai troppo sui dettagli più macabri che, pure, non mancherebbero.

In conclusione, ho trovato Il gioco del silenzio un buon romanzo d’esordio, che parte da un’idea ben strutturata e convincente. Per un conoscitore forte di thriller può essere semplice individuare alcuni schemi che solitamente si trovano al loro interno (protagonista dal passato tormentato, un mistero di famiglia e anche il colpevole può essere dedotto, avendo un po’ di esperienza), ma tutto è portato a termine in modo convincente. La credibilità intrinseca al testo è salvaguardata, così come le idee particolari che lo differenziano, come ad esempio le leggende e le nozioni sugli orologi.

Trovo che l’autore abbia dimostrato con questo romanzo di conoscere perfettamente la materia prima necessaria per costruire un buon thriller e che abbia già aggiunto all’interno di questo scene, strumenti e meccanismi che lo caratterizzano e lo distinguono nel ricordo del lettore da altre storie già lette.

Per questo motivo io sono contenta di averlo letto e lo consiglio.

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Trama

Cristina, ex criminologa, viene risucchiata dal proprio passato. Chiamata dal padre a Cadenabbia, suo paese d'origine, la donna viene costretta, dalle evidenze e dall'insistenza dei suoi affetti, ad investigare su delle morti sospette.

Quarta di copertina

Cristina era una criminologa, forse la migliore, ma ha lasciato la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone, che soffre di un disturbo di iperattività. Ma questa è solo la versione ufficiale, che ha creato per ingannare persino se stessa. La verità è che l’ultimo caso della sua carriera l’ha letteralmente distrutta, costringendola a cambiare vita e a rifugiarsi in una routine scandita da rigorose abitudini. Poi, un giorno, il telefono squilla. Uno zio a lei molto caro si è suicidato, nel paese sul lago di Como dove è cresciuta e dal quale è fuggita molti anni prima. Troppi incubi, troppi fantasmi, per Cristina, in quelle acque scure e profonde. Tornare sul lago significa ritrovare suo padre, con il quale ha un rapporto tormentato, e soprattutto rimettere piede nella Villa degli Orologi, la spaventosa tenuta dalla quale i Radlach controllano non solo gli affari di tutta la zona, ma anche le vite di chi vi abita. La donna resiste con ogni forza alla tentazione di indagare sulla morte dello zio, perché intuisce che la verità si annida nel groviglio di segreti che lega la storia della sua famiglia a quella dei Radlach. Ma quando Leone troverà in soffitta un orologio da taschino con una misteriosa dedica, diventerà impossibile non aprire il cassetto doloroso dei ricordi. Tra antiche leggende, strane visioni e pericoli più che reali, Rob Keller costruisce un inarrestabile sistema di ingranaggi narrativi, nel quale le tenebre del lago impallidiscono di fronte a quelle ben più inquietanti dell’animo umano.

Pro

  • +Atmosfera
  • +Incipit
  • +Personaggi
  • +Ritmo
  • +Struttura
  • +Suspense
  • +Svolgimento
  • +Trama

Indifferenti

  • =Cura
  • =Finale
  • =Protagonista
  • =Stile