Scheda libro
Il Profeta
Il Profeta di Kahlil Gibran è libro che esce da ogni canone.
La recensione
Il Profeta di Kahlil Gibran è libro che esce da ogni canone.
Presentato dai più come una raccolta di poesie in prosa, si trova in una via di mezzo tra romanzo e poesia, in quanto una storia principale ed univoca c’è, ma viene presentata sin dalle primissime righe dell’incipit: il Profeta, dopo dodici lunghi anni, sta per tornare al suo luogo d’origine.
Tutto il resto del testo è suddiviso in capitoli, tutti molto brevi, strutturati nel medesimo modo: un cittadino chiede al Profeta di parlargli di una tematica (Amore, Famiglia, Lavoro ecc…) e lui risponde.
L’atmosfera percepita è quella di un testo sacro e religioso, non di una fede specifica, che mira ad insegnare e a trasmettere un messaggio.
Le parole dedicate ad ogni tema sono tutte “positive” o hanno l’intento di esserlo; non ci sono divieti od obblighi ma viene spiegato unicamente un approccio propositivo rispetto alla tematica, in modo tale da volgerla al meglio. Questo può portare una carica motivazionale ed emotiva o allo scetticismo, a seconda di chi legge e anche dell’argomento.
Leggendolo in gruppo ho notato come, per tutti, vi fossero capitoli considerati “veri” e altri puramente utopici, in alcuni casi si era anche in disaccordo con quanto scritto nel testo.
Un altro elemento riscontrato nel gruppo è che tendenzialmente questo testo viene apprezzato più dalle persone religiose piuttosto che dalle persone che non lo sono, anche se, come tutte le generalizzazioni, non è assolutamente vero per ogni potenziale lettore.
Il ritmo di lettura è velocissimo a livello strutturale e stilistico – il testo è snello e semplicissimo, per me adatto anche da leggere in inglese, sua lingua originale – ma potenzialmente anche lentissimo a livello di assimilazione. C’è chi sceglie di leggerlo tutto d’un fiato e chi, per far sedimentare parole e concetti, l’ha letto un capitolo o pochi capitoli per volta. Anche qui ciò che fa la differenza è la volontà di chi legge: se lo si fa per interiorizzare i messaggi che trasmette, leggerlo poco per volta potrà renderlo più incisivo.
Al di là di questo, il testo ha pochissimo altro: non c’è una vera e propria trama, non c’è introspezione dei personaggi (per quanto abbia notato che, a chiedere di cose negative quali la “sofferenza” siano solamente donne, non credo sia un caso), non è raccontata l’ambientazione se non per la barca che sta arrivando per portare a casa il Profeta.
È, dunque, il messaggio a fare da discriminante: se il testo riuscirà ad aprirvi la mente, aiutarvi spiritualmente ed emotivamente, darvi risposte che cercavate, lo amerete tantissimo. Se, invece, lo leggerete ma non farà una reale differenza nella vostra vita, allora potrete trovarlo anche noioso e superfluo.
Io l’ho apprezzato mediamente; trovo che sia un testo positivo, che non fa male a nessuno e che può, invece, fare potenzialmente anche tanto, ma che al di là di questo abbia pochissimo da dare. Su di me non ha avuto molto effetto, ho apprezzato molti passaggi, non sono d’accordo con altri, ma in più di un’occasione l’ho visto come un potenziale “balsamo per l’anima” di persone che so che in questo momento avrebbero bisogno di alcune delle parole racchiuse in questo testo. Penso che lo regalerò a queste persone, e magari a qualcosa servirà.
Per questi motivi sono contenta di averlo scoperto e anche letto e, se sentirò che arriverà il suo momento, lo rileggerò con gioia. A voi lo consiglio solamente se siete in un momento di smarrimento, di confusione, o anche se amate particolarmente i testi di questo tipo. Se avete bisogno di credere di nuovo nella bontà, se volete un testo che vi faccia riflettere sulle grandi tematiche della nostra vita, allora può fare la differenza per voi. Viceversa, se siete in un momento pragmatico, sicuro, felice e soddisfacente, forse non è ciò che state cercando.
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Dopo dodici anni, il Profeta sta per ritornare al suo luogo di origine. Gli abitanti del luogo, però, desiderano avere da lui gli ultimi insegnamenti sulle grandi tematiche della vita.
Quarta di copertina
Dopo alcuni anni trascorsi in terra straniera, Almustafa (ovvero l'eletto di Dio), sente che è giunto il momento di fare ritorno all'isola nativa. In procinto di salpare egli affida al popolo della città di Orphalese un prezioso testamento spirituale: una serie di riposte intorno ai grandi temi della vita e della morte, dell'amore e della fede, del bene e del male. Pubblicato a New York nel 1923, "Il Profeta" viene subito accolto con grande favore di pubblico soprattutto presso i giovani, i quali vedono in Gibran un maestro di saggezza. A distanza di tanti anni l'interesse è rimasto immutato: silloge che abbraccia i problemi fondamentali dell'esistenza, il capolavoro del poeta libanese è anche libro di notevole fascino. Il clima sospeso e rarefatto, il ritmo incantatorio di una scrittura lirica di presa immediata, incisiva e visionaria, l'incontro tra due opposte culture, l'orientale e l'occidentale, sono la cifra di uno stile inconfondibile.
Pro
- +Cura
- +Messaggio
- +Ritmo
- +Struttura
Contro
- -Approfondimento
- -Trama
Indifferenti
- =Stile
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