Copertina di In chiave di Sol

Scheda libro

In chiave di Sol

In chiave di Sol è un libro del 2025 di Sylvya Montier. Ambientato in TrentinoAlto Adige e prevalentemente dalla fine degli anni ‘60, può essere letto come un romanzo di formazione, anche se la sua trama intricata e...

Consigliato: Nì
⏳ Letto in 51 giorni🥊 Colpisce: pancia

La recensione

Incipit

Appena nato, il destino gli aveva cucito addosso il prestigioso cognome degli Hofer di Bressanone. Tutti si aspettavano che quel bambino diventasse un uomo importante, e sua madre, Esmeralda Hofer, non faceva eccezione. Si impegnò a forgiare il destino di suo figlio sin dai primi passi. Doveva diventare un uomo affermato dell’alta borghesia e pretese che il ragazzo ricevesse un’educazione adeguata a riuscirci.

Informazioni sul libro

In chiave di Sol è un libro del 2025 di Sylvya Montier. Ambientato in Trentino-Alto Adige e prevalentemente dalla fine degli anni ‘60, può essere letto come un romanzo di formazione, anche se la sua trama intricata e ricca di misteri può far pensare anche al thriller, pur non avendone l’intenzione narrativa.

La nostra storia inizia proprio qui, tra il fumo delle partite di poker e la passione per i quadri d’autore. Fu durante una di queste partite che Gustav Hofer incontrò Bèrard Dubois, un appassionato d’arte e accanito giocatore di carte, con cui entrò in affari. Questo incontro cambiò lentamente il destino della famiglia Hofer. Era il 2 agosto del 1968, tre giorni dopo Michael avrebbe compiuto 19 anni.

«Devi guardare. È una porta verso l’infinito» gli sussurrò.

L’aspetto più importante del testo, così rilevante da figurare persino in copertina – il dolore è una nota di felicità – è il messaggio. Già nella prefazione l’autrice svela la chiave di lettura del testo, ascrivibile al mito della caverna di Platone. Senza dilungarci, possiamo dire che la tesi sia la seguente: un uomo che vive in una caverna vive in un mondo di illusione che lo imprigiona e l’unico modo che il suddetto uomo ha per uscirne è quello di passare attraverso la sofferenza (la luce che lo investirà di colpo all’uscita) e alla rinuncia di tutto ciò che pensava di conoscere in precedenza.

«Dice che l’aquila può vivere fino a settant’anni, ma a un patto con la vita. Intorno ai quarant’anni deve prendere una decisione difficile. A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato e appuntito, si incurva. Le ali, appesantite dalle penne invecchiate, puntano contro il petto e volare diventa difficile. Ha solo due alternative: o si lascia morire, o affronta un doloroso processo di rinnovamento lungo cinque mesi.»

È proprio per questo aspetto che il libro fa pensare alla trama di un romanzo di formazione: è il giovane protagonista, infatti, a dover compiere questo cammino metaforico nel testo per poter diventare uomo. Michael Hofer, il nostro giovane protagonista, ci viene infatti presentato da molto giovane: la sua vita non è raccontata dal suo punto di vista ma da quello delle prospettive altrui, specialmente quelle della madre Esmeralda, che desidera per lui una carriera sfolgorante nel campo della musica. Sarà però quest’ultima a permettere al giovane eroe di trovare una prima via di fuga dalla prigione dorata costruitagli attorno e a indurlo a trovare il vero se stesso.

Nonostante il tempo, il suono si levò chiaro. Lo fece suonare, come se la musica sapesse raccontare le sue emozioni più delle parole. E solo allora il silenzio del vecchio guardiano assunse valore. Le parole servivano solo a confondere l’amore.

A questi eventi più lineari e comuni si aggiungono però misteri che si sveleranno solamente alla fine del libro e che lo renderanno intricato come un thriller: un mercante d’arte affascinante che sembra nascondere le sue mire più recondite, una madre sempre in bilico tra desiderio e responsabilità, un misterioso pianista che torna a suonare un pianoforte solamente una volta l’anno e lei, Camilla, la ragazza che susciterà in Michael la prima voglia di libertà.

L’apparizione improvvisa di Camilla fu per Michael una vera e propria rivelazione: non era solo nella villa. Ma un altro pensiero lo avvolse, ossia l’idea che nella sua tenera età mancasse qualcosa di prezioso. La ragazzina aveva la luce negli occhi e, a differenza sua, gli era sembrata felice.

Lo stile dell’autrice è ambizioso, ricco di figure retoriche e di arricchimenti stilistici che mirano a far comprendere al lettore la rilevanza di ciò che sta accadendo e soprattutto i forti sentimenti provati dai personaggi della storia.

Compì passi discreti, ammirandola come una gocciolina d’acqua sul bicchiere.

Le emozioni sono, infatti, l’elemento trainante della storia, in tutta la gamma in cui possono essere rappresentate, anche se su tutte prevale l’elemento sensuale ed erotico che coinvolge e sembra travolgere la maggioranza dei personaggi della storia, creando spesso scene ambigue e colme di significato anche quando non raccontano nulla di fuori dall’ordinario.

Le mani dell’insegnante erano delicate, calde, come il respiro che Michael inalò a polmoni pieni. Cosa gli stava accadendo? Perché si sentiva girare la testa?

I personaggi, specialmente coloro che sono guidati dalla musica, sembrano riuscire a cogliere una vibrazione percepibile solo con una grande sensibilità che li porta a comportarsi in modo ammiccante anche in situazioni in cui questo atteggiamento potrebbe essere considerato inusuale o fuori luogo. Ciò che sentono è più forte di qualunque regola o imposizione.

Esmeralda sussultò, quando sentì le labbra umide del francese sulle mani. E quando l’uomo le lasciò per frenare l’istinto pregno di passione, Esmeralda desiderò che quelle labbra si fossero posate sulle sue.

La mia opinione

Sono una sostenitrice delle letture varie: è semplice leggere libri che sembrano essere stati scritti per noi ma è molto più difficile uscire dalla propria comfort zone e trovare qualcosa anche in libri che sono molto distanti da te. In chiave di Sol è stata per me una lettura sfidante, che mi ha imposto di non cadere mai nel pregiudizio e di affrontare ogni riga, ogni pagina, alla scoperta di qualcosa di nuovo, qualcosa che non mi apparteneva già ma che avrei potuto trovare grazie a lui. La lettura è stata scorrevole e mi ha regalato molti spunti di riflessione sulla Letteratura e i diversi modi in cui una frase, pur avendo lo stesso significato, può essere scritta. Un monito importantissimo per tenere sempre a mente il potere di questa Arte, che muta e lascia cose diverse in base al lettore. Pur avendone apprezzato molto la trama, intricata e perfettamente funzionante, non posso dire di averlo amato, essendo molto distante da ciò che cerco stilisticamente.

Citazioni

Il cielo era un tappeto di stelle, l’aria fresca, il profumo delle campagne giungeva delicato all’olfatto. Michael restava immobile, con i pensieri che si disperdevano nella mente come foglie spezzate dal vento.

…ma il francese avrebbe saputo vendere maschera e boccaglio anche a un tibetano.

Mangiava bocconi di pesci conditi con domande e turbamenti.

Stendere le tempere pensando a lei, fu come stendere sulla tela tutto il suo tormento.

Régine, nonostante il fisico asciutto, mostrava interesse per il cibo. Madre natura l’aveva fatta bella e desiderabile agli occhi degli uomini, ma con un appetito incontentabile.

Sostienimi

Compralo su Amazon

Quarta di copertina

“Il vecchio guardiano diceva che un bacio, una carezza, un abbraccio sono le uniche parole che contano davvero.Le altre servono solo a confondere ciò che di più bello la vita ci ha donato: l’amore.” Bressanone, 1969.Esmeralda Hofer alza la pistola, spara a Bérard Dubois e, rivolgendosi a suo figlio Michael, gli regala un ultimo sorriso prima di togliersi la vita. Michael, fino a quel momento cresciuto sotto le sue rigide regole, si ritrova a dubitare dell'amore. Quel gesto porta un peso troppo grande da sopportare. Ma quell'ultimo sorriso potrebbe nascondere un'altra verità. In chiave di Sol è un romanzo di identità, rinascita e coraggio, dove Sylvya Montier disegna l'arduo cammino nella via del dolore, raccontandolo con una nota di felicità.