Copertina di L'Apocalisse postmoderna tra letteratura e cinema. Catastrofi, oggetti, metropoli, corpi

Scheda libro

L'Apocalisse postmoderna tra letteratura e cinema. Catastrofi, oggetti, metropoli, corpi

Consigliato: Sì
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La recensione

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Trama

Saggio che spiega il rapporto tra Postmoderno e Apocalittico e mostra la nascita e l'evoluzione di quest'ultimo. Non mancano esempi pratici su libri e film.

Quarta di copertina

La società postmoderna si contraddistingue per essere sottoposta alla costante minaccia di armi di distruzione di massa, per l'industrializzazione dell'esistenza, il consumismo, i simulacri tecnologici dell'umano e le simulazioni del reale. Questi elementi accelerano la crisi delle forme rappresentative, delle tradizionali nozioni di spazio, tempo e storia, delle strutture soggettive e sociali solide, facendo coincidere l'esperienza del quotidiano postmoderno con l'attesa di un'apocalisse imminente e senza redenzione. Attraverso le opere letterarie di autori emblematici del postmodernismo letterario (Ballard, DeLillo, Dick, Ellis, Pynchon) e i generi cinematografici specifici prima e dopo l'11 Settembre (il disaster movie, la fantascienza e il living dead movie di Romero) in questo libro si costruisce un percorso fatto di immagini catastrofiche, oggetti forieri di distruzione, metropoli simili a novelle Babilonia e corpi ibridi che mettono in crisi il concetto stesso di umano e di vita e morte, dando forma all'esperienza dell'apocalisse postmoderna.

Opinione veloce

L'Apocalisse come cura ad una malattia che non sappiamo di avere. Sono molte le cose che racconta questo libro, tra le altre spiega anche alcuni aspetti di libri (anche il mio amatissimo Rumore bianco di Don DeLillo) e film (finalmente ho scoperto il significato di Donnie Darko!) che, onestamente, da sola mai e poi mai avrei afferrato, ma ciò che mi ha stupita di più è la riflessione sul perché esista il genere apocalittico. Una verità che forse non mi appartiene ma che, nella realtà, ho visto succedere proprio quest'anno (e che mi ha, in effetti, sbalordita). Quando abbiamo bisogno di leggere e di guardare apocalissi? Quando non va bene. E perché la leggiamo? Io pensavo (/penso) di leggerla per confortarmi: "ecco un mondo peggiore del nostro, ecco una cosa che potrebbe succedere ma, ehi, non ora".  E invece il libro dice (e la realtà mi ha confermato) che l'Apocalisse non nasce per un sentimento costruttivo – vedo una cosa che non sta succedendo e rivaluto il luogo in cui vivo – bensì distruttivo. Infatti, se il nostro mondo non ci piace, non funziona bene, c'è un unico modo per migliorarlo sul serio: raderlo al suolo e ricominciare da capo. A me è capitato quest'anno di dover leggere L'ombra dello scorpione di Stephen King proprio nel periodo di quarantena. Era stabilito dall'anno prima ed era un qualcosa che avevo organizzato io, perciò non potevo tirarmi indietro. A me il parallelismo "libro che parla di un'influenza mortale" e "periodo di quarantena per epidemia influenzale" non è piaciuto per niente. Si trattava di una rilettura ma al primo giorno sono stata proprio male, da quanto mi sono agitata. Però, ho notato tantissime persone che, invece, hanno letto apposta questo o altri libri e, grazie a questo libro, sono finalmente riuscita a capire perché. Si tratta di un libro difficile, il linguaggio è tecnico e le frasi sono ridotte all'osso, in pratica ogni singola parola sarebbe da ricordare esattamente come è stata scritta e, per questo, è complesso da riformulare. Non è il tipo di libro di studio che preferisco. Però, se si è interessati alla tematica offre spunti sia sulla teoria (dall'Apocalisse di Giovanni a quella dei nostri giorni) sia sulla pratica (lista ben fornita di romanzi e film, raccontati e spiegati sotto questa chiave). Consigliato solamente a chi è veramente molto interessato all'argomento e dispone già di ottime conoscenze del linguaggio specifico filosofico/letterario.

Pro

  • +Argomento
  • +Cura
  • +Linguaggio
  • +Struttura

Indifferenti

  • =Approfondimento
  • =Comprensione