Quarta di copertina
Figlio di una prostituta, Roderick cresce tra furfanti e ubriaconi all'Oca Rossa, fumosa locanda con annesso bordello. Quando la madre muore, il proprietario pensa bene di cacciarlo: quello che entrambi ignorano è che nel destino di Roderick è nascosta un'immensa fortuna, e quel medaglione che porta al collo ne è la prova. Il ragazzino si ritrova alle calcagna una folla di balordi, mentecatti, loschi uomini di legge e amministratori, assassini, suore non proprio convenzionali - ognuno deciso a impadronirsi in un modo o nell'altro di una parte del bottino. E così Roderick fugge, per terra e per mare, in un crescendo di imprevisti, omicidi, equivoci e false piste. "Roderick Duddle" è insieme summa e reinvenzione del percorso letterario di Michele Mari: guardando a Dickens e Stevenson, mai cosi amati, disegna una parabola sulla cupidigia e sulla stupidità dell'uomo, ma anche sulla sua capacità di stupirsi di fronte al meraviglioso.
Opinione veloce
Tappa 3/5 del GDL: Michele Mari è geniale, qui la genialità si nota meno facilmente (all’apparenza sembra un romanzo mix tra Dickens e Stevenson e, infatti, la mia prima impressione è stata di delusione dato che sono abituata al suo essere unico) e quindi, forse per questo, può addirittura essere il suo libro più geniale. Sono in pochi a saper giocare con la Letteratura ai suoi livelli.
Pro
- +Ambientazione
- +Atmosfera
- +Stile
- +Struttura
Contro
- -Personaggi
Indifferenti
- =Protagonista